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6 Luglio 2010
L'esigenza di risparmiare accelera la crescita del canone concordato in Italia
La possibilità di pagare un canone d'affitto più basso per gli inquilini e le detrazioni fiscali per i proprietari degli immobili stanno accelerando la crescita del canone “concordato” nel centro Italia dove sono ormai il 41% del totale dei contratti di locazione. A rilevare questo fenomeno è Solo Affitti, che ha analizzato tra i suoi affiliati le tipologie di contratti d'affitto più utilizzati in Italia. Nel nostro paese il canone concordato rappresenta un terzo (30%) del totale dei contratti stipulati con punte del 90% in Toscana (Grosseto) e percentuali vicine tra lo zero e il 5% in città come Milano, Napoli ma anche Parma.
La condizione fondamentale per usufruire del canone concordato è che i Comuni sottoscrivano degli accordi specifici con le associazioni territoriali che rappresentano proprietari e inquilini. Il contratto prevede un affitto inferiore a quello di mercato, concordato appunto dalle parti. In questa direzione si sono mossi di più i comuni della Toscana e dell'Umbria. A Grosseto, secondo quanto risulta a Solo Affitti, quasi 9 contratti su dieci fanno ricorso al canone concordato. Livelli alti anche ad Arezzo (70%), Perugia (60%), Firenze (54% con punte dell'80% nella periferia nord e a sud-ovest della città), Prato (40%), Pistoia (35%), Siena (30%).
Nel resto d'Italia, fra le città con meno di 250 mila abitanti, Modena fa registrare un 55% di contratti a canone concordato, Bergamo il 50%. Fra i grandi centri, dopo Firenze, Bologna fa rilevare la percentuale più elevata di canone concordato (44%). Significativo l'utilizzo di questo strumento pure a Torino (32% con punte del 40% nella zona sud della città), Trieste e Verona (30%). Sulla spinta della crisi anche nella Capitale sta conoscendo una buona diffusione: a fronte di una media cittadina del 32% si registrano vette dell'80% nella zona nord della città.
Utilizzando questa tipologia di contratto di affitto l'inquilino, oltre a un esborso mensile più basso, può usufruire di detrazioni fiscali ai fini Irpef nel caso in cui l'immobile diventi la sua residenza principale. Al proprietario sono concessi consistenti agevolazioni fiscali (deduzione complessiva Irpef pari al 40,5% a fronte del 15% del contratto libero), un'imposta di registro agevolata (il 2% sul 70% del canone annuo, invece che sul 100%) e il rimborso totale dell'importo versato per l'ICI che gli permettono di percepire, nell'arco dell'anno, un reddito maggiore rispetto a un contratto con canone libero.
Dare in locazione un appartamento arredato di 90 mq in zona semi centrale a Siena, ad esempio, rende mediamente 12.000 euro all'anno (ipotizzando un canone di mercato di 1.000 euro mensili) che, dopo la tassazione, si riducono a 6.939 euro. Sulla base dell'accordo territoriale adottato dal comune di Siena, invece, il reddito percepito dal proprietario è di 10.200 euro all'anno (ipotizzando un canone mensile concordato dalle parti di 850 euro mensili): con le detrazioni fiscali si arriva a un totale di 7.214 euro.
Locando l'immobile ad un prezzo nettamente inferiore (850 € invece di 1000 €) grazie ai vantaggi fiscali del contratto a canone concordato il locatore andrà a percepire un reddito netto annuo superiore di 275 euro e il locatario risparmierà 1.800 euro nell'arco dei dodici mesi.
Anche a Pistoia il confronto pende nettamente dalla parte del canone concordato: un appartamento non arredato di 105 mq in via Desideri rende 5.851 euro all'anno (partendo da 630 euro mensili) contro i 5.687 euro del canone “libero” (700 euro al mese)
Il proprietario di casa, in questo modo, percepisce 164 euro in più all'anno mentre l'inquilino risparmia fino a 840 euro. A Prato un immobile arredato di 120 mq in via Valentini assicura un rendimento annuo di 6.241 euro, con un canone concordato di 672 euro al mese: affittandolo a un canone libero di 750 euro al mese si arriva a 6.093 euro all'anno. Il guadagno netto in più per il proprietario è di 148 euro in dodici mesi, il risparmio del locatario di 936 euro.
Spostandosi a Savona, per un appartamento non ammobiliato in corso Italia di 100 mq il reddito annuo è di 5.277 euro (con canone concordato di 600 euro al mese) contro 4.996 euro (con canone di mercato di 700 euro al mese). Il locatore arriva a guadagnare 281 euro in più all'anno, il locatario può risparmiare fino a 1.200 euro. Un guadagno annuale superiore si registra anche a Imperia: 5.758 euro (canone concordato di 620 euro mensili) a fronte dei 5.687 euro (canone libero di 700 euro). Il reddito supplementare annuo per il proprietario è di 71 euro, mentre il risparmio dell'inquilino tocca i 960 euro.
A livello nazionale il contratto di locazione maggiormente utilizzato resta quello “libero”, adottato in più della metà dei casi (52%), mentre il “transitorio” viene adoperato quasi una volta su sei (14%). Si rilevano, però, differenze, anche sostanziali, tra le varie parti d'Italia. A Milano si usa quasi esclusivamente (nel 94% dei casi) il "libero (4+4)" contro il 44% di Roma. Al canone “transitorio” si fa ricorso, invece, soprattutto nel meridione d'Italia (34%). Fonte: "Newspages.it".
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