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24 Novembre 2009
Gli italiani non conoscono le regole sui tassi
L’ignoranza finanziaria la fa da padrona. In sintesi è questo il messaggio che emerge dalle parole del direttore generale dell'Abi Giovanni Sabatini, secondo il quale molti studi «hanno dimostrato che in Italia il livello di cultura finanziaria è generalmente basso e poco adeguato a rispondere alle complessità che i nuovi scenari impongono ai consumatori».
Otto italiani su dieci non capiscono gli effetti che un cambio di tasso di interesse può determinare sui propri risparmi, nonostante dal 2004l'Abi abbia speso 1 miliardo di euro l'anno per la formazione.
«E' ampiamente riconosciuto - spiega Sabatini - come l'educazione finanziaria sia una condizione necessaria per garantire l'efficienza dei mercati finanziari, nonché una competenza fondamentale per i consumatori. Fondamentale, ma non sufficiente, poiché ad essa devono accompagnarsi azioni nel campo della protezione dei consumatori e della regolamentazione. Promuovere un nuovo livello di educazione finanziaria non è un impegno finalizzato solo alla semplice tutela dei consumatori, ma investe la crescita di tutto il mercato e, di conseguenza, di tutto il Paese».
Sabatini ha poi spiegato che «un consumatore con un adeguato livello di educazione finanziaria può contribuire a rendere più efficiente l'industria finanziaria facendo aumentare la pressione concorrenziale sugli operatori, stimolando e premiando il valore dell'innovazione, esigendo migliore qualità. Più i mercati ed i servizi diventano sofisticati e complessi, più si amplia la gamma di offerta e la responsabilità delle scelte dei consumatori e più l'educazione finanziaria diviene indispensabile per un corretto funzionamento dell'economia». Fonte:"Newspages.it".
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