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10 Novembre 2009
Quanto contano i consigli delle banche nello scegliere il proprio mutuo?
Molti soggetti, quando si presenta la necessità di richiedere un mutuo, per prima cosa si rivolgono alla propria banca, nella speranza che la stessa possa fornire le informazioni corrette e oggettive. In realtà la generale difficoltà di rimborso dei mutui evidenzia una scarsa affidabilità degli istituti nell’indirizzare i clienti. Giusto per fare un esempio, nel periodo in cui i tassi avevano raggiunto il minimo, gli istituti consigliavano di ricorrere al mutuo variabile; ora che questi tassi si sono alzati e quindi ci si aspetta una futura tendenza al ribasso, consigliano un tasso misto e fisso.
Del resto, l’opinabilità dei consigli delle banche era già emerso con prepotenza all’epoca degli scandali Cirio, Parmalat e legati ai bond argentini. La tendenza delle banche, infatti, è quella di tutelare la propria posizione e, nel farlo, indirizzano i clienti verso le soluzioni più vantaggiose per le banche stesse. Di certo utile appare in questo contesto il decreto Bersani che ha aperto il settore alla concorrenza, offrendo la possibilità di spostare un mutuo da un istituto ad un altro, così da inseguire le condizioni migliori senza essere soggetti a costi fissi, quali commissioni e spese istruttoria.
La nuova banca in questo modo si inserisce nella garanzia ipotecaria attraverso un atto di surroga che consente alla banca stessa si risparmiare su spese notarili oltre che sulle imposte.
Questo decreto, però, non ha fatto riferimento ai costi accessori connessi a vario titolo al mutuo. Si fa in particolare riferimento agli oneri notarili. La cifra è fissata dal Consiglio Nazionale del Notariato in un valore compreso tra i 500 e i 600 euro. Dinnanzi alle spese legate al mutuo è di certo una cifra non notevole, ma è bene tenerla presente fin dall’inizio in modo da pianificare nel miglior modo le spese.
Oggi, sono solo alcune le banche che offrono la possibilità di rimandare alla banca il saldo dei costi notarili. Si tratta, a livello di esempio, di Ing Direct, Barclays e Intesa.
In ogni caso è importante che ognuno ricordi che ogni istituto vuole trarre profitto da quello che fa! L’informazioni completa e oggettiva, quindi, diventa un momento fondamentale per ridurre i rischi, ancora di più in questo momento di crisi in cui le banche stesse vorrebbero recuperare le proprie posizioni. Fonte:"Finanza.guidaconsumatore.com".
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