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27 Ottobre 2009

Riscaldamenti accesi, ma la sorpresa è che conviene il centralizzato

In questi giorni si riaccendono le caldaie delle case degli italiani, ma la vera sorpresa è che molti stanno ritornando a un vecchio amore: il riscaldamento centralizzato. Se queste parole vi riportano alla mente interminabili liti condominali fra freddolosi e calorosi, costi spaventosi per il gasolio e sprechi assurdi…beh, siete sulla cattiva strada. Secondo i dati comunicati oggi da Gruppo Immobiliare.it, leader del mercato immobiliare online che, anche grazie al suo sito NuoveCostruzioni.it ha potuto analizzare gli annunci di oltre 2.500.000 immobili in tutta Italia, il 10% delle case di nuova costruzione o ristrutturate, ha un impianto centralizzato di nuova generazione o, in termine tecnico, a termovalvole. Il valore è quasi raddoppiato se confrontato con quello dello scorso anno e quintuplicato rispetto ad appena 24 mesi fa. Carlo Giordano, Amministratore Delegato del Gruppo Immobiliare.it, commenta così: «fino agli inizi degli anni 90 era consuetudine avere nel condominio un unico impianto termico per il riscaldamento centralizzato che veniva gestito dall'amministratore dello stabile e il cui costo era suddiviso, in base ai millesimi di proprietà, fra i condomini. Poi si è diffuso un forte desiderio di una riduzione delle spese correlato ad una più equa attribuzione dei costi di gestione». E fino a qui la storia è nota, ma, continua Giordano: «dopo anni in cui ha imperato il termo autonomo, che in realtà ha avuto il grande merito di migliorare le abitudini di consumo più che i costi veri e propri, ci si è resi conto che il risparmio non era poi così rilevante. La novità degli ultimi anni è quella di dotare il riscaldamento centralizzato di una sorta di autonomia nell'utilizzazione del calore appartamento per appartamento». In pratica ogni radiatore viene munito di una valvola destinata a svolgere la doppia funzione di regolazione della temperatura stanza per stanza e di misura automatica e continuativa della quantità di calore che la caldaia centralizzata fornisce a ciascun radiatore. Risultato: si riscalda con maggiore autonomia e si risparmia. Una sorta di uovo di Colombo. A guidare questa rivoluzione silenziosa che potrà contribuire a migliorare sia il nostro clima che le nostre finanze sono il Trentino Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia. Fanalino di coda, Sicilia e Campania. Il Nord, in generale, si dimostra molto più pronto a recepire il cambiamento e anche più attento all'ambiente. In questa parte d'Italia solo il 15% delle case nuove ha un riscaldamento centralizzato di vecchia concezione, mentre al Centro Sud il valore cresce fino al 35%. Un ultima curiosità: la regione con la maggior percentuale di riscaldamenti autonomi è la Sardegna dove ben il 73% degli immobili è riscaldato in questo modo. Secondo, ancora una volta, il Trentino Alto Adige; segue, ma a distanza, la Lombardia. Fonte: "Newspages.it".

 

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